Circuiti Nanobionici Quasi Extra-dimensionali (Nanoquasici)
Estratti da WikiNet del 16-10-2076 – Approccio Superficiale
(…) Occorre premettere che il termine “circuiti” in questo caso può risultare fuorviante, in quanto di solito si riferisce a strutture artificialmente costruite, in maniera più o meno diretta, da esseri umani. In realtà i CNQ sono uno stato esotico della materia e in qualche modo dello stesso spazio tempo. (…)
(…) I primi esperimenti di nanotecnologia applicata a strutture viventi si svilupparono soprattutto nell’ambito della ricerca medica (nanomedicina), sia per valutare la presenza di rischi biologici derivanti dall’utilizzo dei nanomateriali, sia per creare nanovettori biocompatibili e biodegradabili ad uso biomedico allo scopo di ottenere farmaci più precisi e personalizzati. Man mano che le ricerche resero possibile la diminuzione di scala si iniziò a verificare la presenza di effetti legati alla fisica quantistica (…)
(…) A partire dalla seconda metà degli anni ‘40, con l’accensione della nuova generazione di acceleratori di particelle, basati sulle ultime scoperte relative al QGP (Quark-Gluon Plasma) e al nanomagnetismo, erano state notate “isole” energetiche in cui le particelle si comportavano in maniera stranissima, facendo sospettare a diversi ricercatori di trovarsi davanti un fenomeno di “nuova fisica”. Le particelle sembrerebbero seguire dei vettori che implicano una struttura spazio-temporale ripiegata come un origami multidimensionale. (…)
(…) Durante l’ormai famoso “Esperimento Montalcini” del 30 settembre 2052 venne scoperto che la struttura spazio-temporale poteva essere in buona parte “riprogettata” attraverso l’applicazione di determinate “frequenze di risonanza”. Fu in quell’occasione che il professor Giuseppe Montalcini, che aveva concepito e guidato l’esperimento, coniò il termine “Circuiti Nanoquasici”. (…)
